Andrà tutto bene

Il benessere psicofisico ai tempi del corona virus

Gli effetti della quarantena. La quarantena rappresenta uno stop preventivo, una sospensione di tutte le nostre attività quotidiane nella modalità in cui finora le abbiamo svolte, per prevenire una ingestibile diffusione del contagio. Parto da qui perchè lo spaesamento o la mancanza di comprensione sono condizioni che potrebbero provocarci disagio. Se capiamo razionalmente che da questa rinuncia dipende la nostra salute e quella della collettività, siamo già sulla strada giusta per tutelare il nostro benessere psicofisico. È assolutamente naturale in una condizione come questa provare paura e preoccupazione, ansie, rimuginii, stress, o semplicemente noia e costrizione.

Questo si traduce in un accumulo di tensioni, sia sotto forma di grumi di pensieri, di parole non dette e trattenute, sia come tensioni fisiche, muscolari; possiamo sentirci isolati e soli, possiamo sentirci fragili, stanchi e agitati. Può affiorare la rabbia, il senso di ingiustizia e di impotenza. Possiamo sentirci sfiduciati, possono alterarsi le normali funzioni fisiologiche del sonno o della fame. Per questo è importante riconoscere queste piccole alterazioni, esprimerle e mettere in atto quegli atteggiamenti che ci consentano di scioglierle.

Consigli pratici per ridurre l’impatto. Sia la paura che lo stress “buono” sono funzionali, ci consentono di metterci al riparo rispettando i limiti che ci proteggono e di migliorare le nostre prestazioni quando le attività quotidiane ce lo richiedono. Per evitare che i livelli di paura e di stress diventino troppo alti da sopportare, si rivela essenziale restare in contatto con noi stessi e sentire come stiamo, ascoltarci, un’esperienza che spesso passa in secondo piano e può diventare una ottima opportunità. Alcuni piccoli consigli.

1) L’informazione. Consiglio di non vivere soltanto di coronavirus e di notizie riguardo la situazione; l’informazione è importante, ma va limitata ad una o due volte al giorno e solo attraverso i canali ufficiali. Affidiamoci a chi davvero è esperto.

2) La cura del tempo e dello spazio. Viviamo il qui ed ora. Casa è un rifugio accogliente e protettivo, e il tempo lo stiamo ritrovando più che perdendo. Possiamo rendere piacevole e utile ogni momento della giornata: i pasti, nutrendoci in modo sano, ad orari regolari e permettendoci qualche piccola nota golosa; stare nella calma, godendoci le comodità; il movimento almeno una volta al giorno, con esercizi che ci consentano di sentire che tutto il corpo partecipa alla cura di sé, occuparci anche del nostro tono muscolare di base con piccoli e brevi isometrie, ad esempio, ci consente di influire positivamente anche sul tono dell’umore ; prendersi cura dello spazio che a casa ci circonda, esporsi il più possibile alla luce del sole, facendola entrare in casa sin dalle prime ore del mattino, anche se restiamo qualche ora in più a letto. È importante evitare di vivere questo periodo come un’eterna domenica, equilibrando momenti di attivazione e disattivazione. Piccoli progetti quotidiani, ci consentono di nutrire quella fiducia di spunti di vita reale. Lo smartworking è una grande occasione per adattare il lavoro a noi, senza perdere ciò che di buono significa in termini di soddisfazione personale. Creiamoci una morbida routine che ci contenga, ci rilassi, ci rassicuri e ci faccia sentire attivi e utili.

3) Dedicarsi momenti di rilassamento e allentamento. Respirare profondamente, facendo arrivare naturalmente quegli sbadigli che ci fanno sentire aperti e in contatto con noi stessi e ci massaggiano dall’interno. Automassaggiarci i punti del corpo più tesi ci permette di sciogliere le piccole tensioni. A questo possiamo poi abbinare le nostre abitudini di svago e relax.

4) Restare in contatto con l’altro. Ascoltare noi stessi non vuol dire essere indifferenti agli altri. Non cadiamo nella trappola della ricerca del capro espiatorio. Non dimentichiamo di ascoltarci a vicenda; questo è un buon momento per aprirci agli altri prendendoci il tempo di comunicare come stiamo, di raccontare meglio qualcosa che ci è accaduto, di condividere i nostri progetti, di “stare insieme”, anche grazie alla tecnologia, vivendoci più di prima.

Il cambiamento come opportunità. Ognuno di noi può contribuire a rendere questo cambiamento un’opportunità per sè e per gli altri. Siamo pieni di risorse cui non sempre attingiamo e questo può essere il momento di rimetterci in contatto con queste nostre risorse. Le fasi di scoramento fanno parte di questo processo e costituiscono anche queste dei piccoli momenti di assestamento che possiamo accogliere con pienezza e serenità, sicuri che qualora ci sentissimo un po’ soli nel farlo, possiamo certamente tendere la mano e trovare supporto. Io e tutti i miei colleghi ci siamo.

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